Gli Israeliani si prendono gli organi dei non ebrei senza il consenso, ma non espiantano agli Israeliani.

SimoneVeil
Simone Veil, tieniti gli ebrei nell’establishment e aspetta il karma – oppure meglio espellili.

Simone Veil firmò un accordo segreto per cedere organi di francesi a Israele

Ci sarebbe da non credere, se questa informazione non provenisse direttamente dalla Camera di Commercio France-Israel. Nell’elogio funebre della gran donna  pubblicato  da questa associazione sul suo sito,  si legge:

“Tel Aviv (Daniel Rouach).

“Ebrea di cuore e sostegno permanente a Israele e al sionismo,  Simone Veil è deceduta venerdì mattina all’età di 89 anni.  In Israele una grande tristezza tocca i franco-israeliani che l’hanno conosciuta.

“Pochissime persone lo sanno. Durante il suo passaggio al Ministero della Sanità, ella aveva firmato un accordo franco-israeliano per  la donazione di organi. In effetti Israele  mancava crudelmente di donatori. Questo accordo reale ma applicato con  grandissima discrezione ha permesso a numerosi israeliani di restare in vita.

“France3 – Regioni: “Più volte ministra sotto Giscard d’Estaing e Mitterrand, ha segnato la vita politica francese specie con la legge sulla Interruzione Volontaria di Gravidanza.  E’ stata anche la prima donna eletta al Parlamento europeo”. Qui sotto il testo originale, rivelatore di questo accordo  segreto fino ad oggi,  di cui non  si sa null’altro:

Gli ebrei non donano organi (solo il 4%,  rispetto al 30 per cento dei non-ebrei) per la superstiziosa convinzione che   alla resurrezione della carne,  potranno rinascere menomati.   Il servizio sanitario ebraico rifonde   i “viaggi all’estero” di suoi cittadini che  tornano con un rene nuovo, o altro organo, comprato  a qualche miserabile del Terzo Mondo (o a ucraini e romeni).  Molte testimonianze parlano di poveri palestinesi  uccisi dai soldati israeliani, i cui corpi sono   restituiti alle  famiglie   evidentemente laparatomizzati.

Fonte

Non è che ci sia molto da capire o sapere: Simone Veil era ebrea cittadina francese ed ha usato il posto al Ministero della Salute francese per dare sottobanco organi di donatori non ebrei agli Israeliani che non donano. Questa è la setta che vuole punirti per l’eventuale – chi fuma – accendino di Mussolini, ve lo dico così: fanno schifo. HH – Heil Hitler – no, non vi preoccupate, non sono per la supremazia dei biondi, ma si deve dire che Hitler e Mussolini a questi qua un pò li avevano inquadrati. Fanno così per davvero.

E non è tutto,

Leggete questo reportage di Alison Weir:

La scorsa settimana il principale quotidiano svedese ha pubblicato un articolo contenente del materiale sconvolgente: testimonianze e prove indiziarie che indicano che gli israeliani potrebbero aver prelevato gli organi di prigionieri palestinesi senza consenso per molti anni.
Peggio ancora, alcune delle informazioni riportate in questo articolo suggeriscono che in alcuni casi i palestinesi potrebbero essere stati catturali proprio con questo macabro scopo.
Nell’articolo “Si rubano gli organi dei nostri figli”, il combattivo giornalista Donald Boström scrive che i palestinesi “nutrono forti sospetti nei confronti di Israele per il sequestro di giovani da usare come riserva di organi del paese – accusa estremamente grave, con sufficienti punti interrogativi da giustificare l’apertura da parte del Tribunale Penale Internazionale di un’inchiesta su possibili crimini di guerra”.

Un esercito di funzionari israeliani e di apologeti è subito sceso in campo, accusando di “antisemitismo” Boström e la redazione del quotidiano. Il ministro degli esteri israeliano si è definito “inorridito” e ha definito l’articolo “un esempio infamante di accusa del sangue”. Un alto funzionario israeliano l’ha chiamato “pornografia dell’odio”.

Il primo trapianto cardiaco israeliano
Il primissimo, storico trapianto di cuore eseguito in Israele usò un cuore prelevato da un paziente vivo senza il consenso e senza avere consultato la sua famiglia.

Nel dicembre del 1968 un uomo di nome Avraham Sadegat (secondo il New York Times A Savgat) [2] morì due giorni dopo un ictus, benché ai suoi familiari fosse stato detto che “stava bene”.

Dopo avere inizialmente rifiutato la restituzione del corpo, l’ospedale israeliano dove era stato ricoverato si decise finalmente a restituirlo ai familiari. Questi scoprirono che la parte superiore del corpo era bendata; cosa strana, pensarono, per una persona morta d’ictus.

Quando tolsero le bende scoprirono che la cassa toracica era stata riempita di garza, e che mancava il cuore.

In quel periodo era stato effettuato il trapianto di cuore finito sulle prime pagine. Dopo lo shock iniziale, la moglie e il fratello del defunto collegarono i due fatti e pretesero delle risposte.

L’ospedale sulle prime negò che il cuore di Sadegat fosse stato usato nel celebre trapianto, ma la famiglia sollevò uno scalpore mediatico e fece appello a tre ministri del governo. Settimane dopo, e non prima che la famiglia ebbe firmato un documento impegnandosi a non fare causa, l’ospedale ammise che era stato usato proprio il cuore di Sadagat.

L’ospedale spiegò di avere agito in conformità con la legge israeliana, che permetteva l’espianto degli organi senza il consenso dei familiari. [3] (La Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine Organizzato Internazionale include l’estrazione di organi nella sua definizione di sfruttamento umano.)

I sospetti riguardo al fatto che l’espianto del cuore di Sadagat potesse essere stato la vera causa della morte rimasero senza risposta.La testimonianza del Direttore della medicina forense
Un articolo di Mary Barrett pubblicato nel 1990 sul Washington Report on Middle East Affairs e intitolato “Autopsies and Executions” (“Autopsie ed esecuzioni”) riferisce della grottesca uccisione di giovani palestinesi. Riporta anche un’intervista con il Dottor Abu Ghazaleh, ex direttore della sanità per la Cisgiordania sotto l’amministrazione giordana e direttore del reparto di medicina forense. Barrett gli chiede della “diffusa ansia per i furti d’organi che tormenta Gaza e la Cisgiordania dall’inizio dell’intifada nel dicembre 1987”

Continua a leggere qui link dove ci sono le foto dei donatori forzati palestinesi ricuciti.

Allora, gli ebrei fanno setta, vogliono per se più cose di quante ne riconoscano agli altri, per favore distruggete la lobby ebraica e Israele. E finitela con le leggi sul negazionismo, ddl Fiano etc.: sono orrendi, la cultura ebraico-israeliana fa schifo.