Marcellino Pane e Vino e Santa Rita: Storie Agghiaccianti di Cattolicesimo Aberrante.

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Cadavere imbalsamato di “Santa” Rita.

Marcellino Pane e Vino è forse la versione ufficiale più atroce della storia di qualche bambino ammazzato da qualche monaco in qualche convento: il bambino trovato morto nella soffitta del convento, secondo i monaci “Se l’è preso il Signore, perché era buono”. Dico io: l’ha ammazzato un monaco pedofilo e ha messo in giro questa versione per babbei creduloni. Questo è uno dei motivi per cui conventi e Vaticano non devono avere nessuna extraterritorialità. Un bambino orfanello ospite dei monaci che non gioca con gli altri bimbi, va in soffitta a parlare col crocifisso e a portargli il pane e viene trovato morto, i poliziotti e7o carabinieri e gendarmi dovevano arrestare tutti e chiudergli il convento, la Chiesa ufficiale comunque si astiene dallo spacciarla per storia vera – credo per pudore -.

Quello che non si astiene dallo spacciare per storia vera e perfino di santità è la storia assurda di “Santa” Rita da Cascia, la Santa dell’impossibile: infatti è riuscita a farsi la fama di Santa dopo avere letteralmente maledetto a morte i suoi due figli “così non crescono e non diventano peccatori” “meglio che muoiano…anzi, no le sante sono più perverse di così..avrebbe detto ‘meglio che se li prenda il Signore e non che altro sangue venga versato'” perché “meglio che muoiano” era una frase cattiva, invece, come usano i bigotti, ha messo “Il Signore” dentro la maledizione, ma ha detto la stessa cosa. E’ poi irritante e assurdo il motivo per cui Rita voleva che i figli morissero “così non diventano peccatori come il padre” il quale padre era un nobile che faceva omicidi nei duelli a sangue che al tempo di Santa Rita erano legali – purtroppo -, ora scusatemi, perché lei santa che cosa ha fatto in pratica? Il marito “peccatore” e lo era senz’altro ma uccideva uomini adulti armati che potevano anche difendersi e uccidere lui in duello e infatti alla fine è morto in duello, lei ha fatto peggio: ha ucciso due figli innocenti con maledizione di morte, senza che i figli innocenti potessero accorgersene o difendersi dalla “mamma”.

Ma allora scusatemi, se Dio – e non ditemi che lo devo chiamare YAHVE, perché sto scrivendo in italiano e in italiano si dice Dio – avesse voluto questo ci avrebbe fatto vivere tutti al massimo fino a dodici anni o tredici, non fino a settanta, perché bella mia l’età adulta è quella, è come se i genitori di una bimba di sette anni dicessero “questa quando cresce diventa puttana, meglio se muore..pardon, se Dio se la prende ora, così non fa peccati”. E’ ovvio che sia una perversione e non certo perché i genitori debbano volere che i figli diventino assassini e puttane, ma perché anche le maledizioni di morte, anche formulate con la parola “Dio” nel mezzo infrangono il comandamento Non Uccidere, e le maledizioni e benedizioni dei genitori sono potenti, eppoi non c’è fede in Dio da parte di Santa Rita, Dio nel suo cervello non può salvare le anime dei suoi figli, non può farli crescere forti e onesti, non può fare altro che “prenderseli” perché sono già dati per persi – ed è peccato presumere che una persona sia già condannata in eterno o già salvata prima della morte, ma Santa Rita doveva essere un’ignorante – Dio così ha fallito, non li può redimere, non li può salvare, li potrebbe solo fare morire. E questo onestamente non è fede, è agghiacciante. Com’è agghiacciante che la gente cattolica creda che questa donna sia Santa.

Il marito uccide uomini armati come lui in duello;

Santa Rita prega Dio che “si prenda”, cioè che faccia morire, i suoi figli, commissiona a Dio l’omicidio. Così non ha le mani sporche.

Perché Santa Rita non teme di andare lei all’Inferno per omicidio, dunque? Perché mette la parola “Dio” nella maledizione.

All’Inferno, Rita sarà un girone sotto il marito. Mi dispiace per i figli.

Ho imparato a mie spese, come i miei lettori assidui avrete notato, che nessuno maledice meglio di un prete, una suora o una pia donna spacciati per santi: ti fanno morire, perfino San Pietro negli Atti degli Apostoli maledice a morte due coniugi perché non hanno – sic – consegnato tutti i soldi della loro famiglia alla chiesa, ma solo una parte, poi pare che Gesù lo mandi a Roma “a farsi crocifiggere” a testa sotto, l’unico non morto ammazzato dei dodici apostoli è San Giovanni, sono morti martiri tutti quelli che non hanno assistito alla crocifissione, San Giovanni e la Madonna che erano al Golgota invece no. Ebbene, nel mio piccolo io stessa ho abbandonato la Chiesa cattolica in seguito ad un pellegrinaggio in Umbria – dove si vantano pure di essere la regione di Santa Rita – con un prete che mia zia spacciava per Santo e a cui c’erano Sister Briege MacKenna e padre Kevin Scallon che in ambiente cattolico passano per santi, guaritori che fanno “miracoli veri”, Sister Briege accusava noi di non credere ai miracoli e si fece fama dicendo “i miracoli accadono veramente”, invece proprio lì un prete, il santo del Togo trovato da mia zia, di fatto mi maledì mascherando la maledizione da benedizione formulata strana, com’è d’uso presso i santi e i bigotti che avendo paura dell’inferno mascherano anche le maledizioni da benedizioni, non scherzo, una volta un prete ha detto, invece di “spero che voi rimaniate precari e poveri” l’ha formulata così: “un lavoro da quattrocento euro al mese è una benedizione, così rimanete umili” cioè “ha pregato per l’umiltà” che è una virtù cristiana, un dono dello spirito, non ha detto “spero che vi sfruttino e rimaniate precari perché mi urtano quelli che hanno più successo di noi preti” i quali raramente si accontentano di quattrocento euro al mese – loro ne prendono almeno ottocento, in più lo stipendio di professore di Religione -, non so se si renda conto di che cosa dice, quando dice che un Italiano possa vivere con quattrocento euro al mese “per umiltà”. Certo, me ne sono andate di storte, vero? Non si diventa protestante con niente, non certo essendo nata in una famiglia cattolica in provincia di Reggio Calabria, essendo l’istinto etnico-culturale di cercare di resistere là il più possibile, come una gatta su un tetto che scotta, fino a quando, secondo te, alla fine ti maledicono e raccogli i pezzettini di te stessa distribuiti sul pavimento della chiesa, te li porti fuori e ti ricostruisci. Perché se no prendi una pistola e spari al prete e alla suora santa e allora pensi che andresti all’inferno lo stesso, e per quello e quello ci sono peccati migliori che non sparare al prete. Per quello non vado.

Io credo sinceramente che ci siano preti che ci godono quando i laici schiattano e hanno problemi perché così loro non si sono persi niente. Ai preti danno fastidio i laici di successo perché non sono umili, sono arroganti, li contraddicono, fanno quello che gli pare, altrimenti non direbbero mai “io non prego che tu abbia un lavoro altrimenti ti inorgoglisci, io prego che tu abbia l’umiltà” eh già come Santa Rita che non pregava che i figli morissero, ma che Dio se li prendesse così non diventavano peccatori. E andavano in Paradiso. Era una benedizione alla fine. La Santa rifiuta il libero arbitrio, rifiuta il concetto che i suoi figli saranno liberi e si potranno salvare o dannare come tutti gli altri esseri umani, come i preti “ti deve salvare per forza” anche facendoti morire prima che tu commetta peccati, mentre se stessa stranamente si dà per salva, come se fosse sicura che i peccatori siano gli altri, il marito e i figli, non lei, perché lei prega, non uccide, però prega che muoiano.

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