Guerra tra Economisti: Wolfgang Munchau sul Financial Times e JP Fitoussi sul Mattino di N. difendono Savona.

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Screenshot dell’attuale prima pagina del Financial Times

Ricomincia la guerra tra economisti: Infatti, al di là delle stupidaggini di bassa e bassissima lega sul populismo, i barbari e gli Ignoranti – con I maiuscola – la guerra per il riordino o la chiusura dell’eurozona dichiarata inadeguata e malcostruita da tutti quelli che capiscono qualcosa dei economia è appunto tra Professori Universitari di Economia, premi Nobel e commentatori finanziari esperti. Mentre la retorica RAI e Quirinalizia è tutta frasette stupide e sconce sull’amore tra i popoli che comunque non spiegano la crisi né come uscirne.

Wolfgang Munchau sul Financial Times e Jean Paul Fitoussi sul Mattino di Napoli danno ragione a Savona: l’uscita dall’euro per il Professore emerito era l’Ultima Ratio nel caso in cui l’euro non si fosse potuto riformare, anche Macron è per la riforma. Savona non era lì ad uscire dall’euro ma a cambiarne la struttura, infatti Mattarella – supportato, indovinate da chi? Da Galantino, CEI e Vaticano – pretende che non si faccia nulla che possa spingere la Germania ad uscire lei dall’euro, cioè, se la Germania dicesse “No all’Unione Bancaria o usciamo noi” secondo Mattarella allora sarebbe meglio restare così e finire tutto il mediterraneo come la Grecia (inclusa la Francia).

Qui la lettera di Savona con i ringraziamenti ai colleghi che lo difendono e supportano e che comincia con un incisivo “Ho subito un grave torto”:

“Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall’euro e non a quelle che professo e che ho ripetuto nel mio Comunicato, criticato dalla maggior parte dei media senza neanche illustrarne i contenuti. Insieme alla solidarietà espressa da chi mi conosce e non distorce il mio pensiero, una particolare consolazione mi è venuta da Jean Paul Fitoussi sul Mattino di Napoli e da Wolfgang Münchau sul Financial Times. Il primo, con cui ho da decenni civili discussioni sul tema, afferma correttamente che non avrei mai messo in discussione l’euro, ma avrei chiesto all’Unione Europea di dare risposte alle esigenze di cambiamento che provengono dall’interno di tutti i paesi-membri; aggiungo che ciò si sarebbe dovuto svolgere secondo la strategia di negoziazione suggerita dalla teoria dei giochi che raccomanda di non rivelare i limiti dell’azioneperché altrimenti si è già sconfitti, un concetto da me ripetutamente espresso pubblicamente. Nell’epoca dei like o don’t like anche la Presidenza della Repubblica segue questa moda.

Più incisivo e vicino al mio pensiero è il commento di Münchau. Nel suo commento egli analizza come deve essere l’euro per non subire la dominanza mondiale del dollaro e della geopolitica degli Stati Uniti, affermando che la moneta europea è stata mal costruita per colpa della miopia dei tedeschi. La Germania impedisce che l’euro divenga come il dollaro “una parte essenziale della politica estera”. Purtroppo, egli aggiunge, il dollaro ha perso questa caratteristica, l’euro non è in condizione di rimpiazzarlo o, quanto meno, svolgere un ruolo parallelo, e di conseguenza siamo nel caos delle relazioni economiche internazionali; queste volgono verso il protezionismo nazionalistico, non certo forierdi stabilità politica, sociale ed economica. È il tema che con Paolo Panerai ho toccato nel pamphlet recentemente pubblicato su Carli e il Trattato di Maastricht, dove emerge la lucida grandezza di Paolo Baffi. L’Italia registra fenomeni di povertà, minore reddito e maggiore disuguaglianze. Il 28 e 29 giugno si terrà un incontro importante tra Capi di Stato a Bruxelles: chi rappresenterà le istanze del popolo italiano? Non potrà andarci Mattarella, né può farlo Cottarelli. Se non avesse avuto veti inaccettabili, perché infondati, il Governo Conte avrebbe potuto contare sul sostegno di Macron, così incanalando le reazioni scomposte che provengono dall’interno di tutti indistintamente i paesi-membri europei verso decisioni che aiutino l’Italia a uscire dalla china verso cui è stata spinta. Münchau giustamente afferma che “teme non vi sia un sostegno politico nel Nord Europa” e quindi non ci resta che patire gli effetti del protezionismo e dell’instabilità sociale. Si tratta di decidere se gli europeisti sono quelli che stanno creando le condizioni per la fine dell’UE o chi, come me, ne chiede la riforma per salvare gli obiettivi che si era prefissi.

Paolo Savona”

Fonte

Mentre per il Sito di Destra Il Primato Nazionale il Vaticano e la CEI – terzomondista e globalista sempre in prima fila per il NWO – sarebbero dietro le quinte delle mosse del Quirinale Link

In più Cottarelli non intende fare a meno della fiducia “Accetto con riserva” Link

CottarelliAccetaconRiserva

In più emeriti costituzionalisti dichiarano: non è vero che il Capo dello Stato può rifiutare chi vuole, la Costituzione assolutamente non gli dà questo potere:

L'investigatore
Per i saputelli che sanno tutto di Democrazia e Costituzione: “La predisposizione della lista dei ministri da parte del Presidente del Consiglio incaricato costituisce una PROPOSTA VINCOLANTE per il Capo dello Stato, il quale non potrebbe rifiutare alcuna nomina, se non nel caso estremo di un soggetto palesemente privo dei requisiti giuridicamente richiesti per ricoprire l’ufficio.” Questo è stato scritto da Costantino Mortati, costituzionalista, nel suo testo “Istituzioni di diritto pubblico”, ed. 1975, pagina 568. Adesso decidete da soli se è un colpo di stato o no…
Si va avanti. Speriamo con Salvini, DiMaio, Sapelli, Savona etc.
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