Simona Ventura, l’aborto a 19 Anni – se è vero – e perché ha fatto bene a dirlo.

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Simona Ventura da Paola Perego

Perdonatemi il “se è vero” non è per la Ventura e nemmeno per la Perego è che ormai ci hanno informato che così tante testimonianze sugli aborti erano false che viene sempre il dubbio che sia falsa pure l’ultima.

Una delle cose più strane del movimento abortista – femminista infatti è stata la deliberata decisione di non fare parlare le donne che avevano abortito per davvero e di far invece parlare donne che non avevano abortito ma facevano finta. Forse perché i veri aborti, allora, negli anni settanta, non glieli avrebbero perdonati e così si mandavano avanti bugiarde-attrici improvvisate che raccontavan tutte di essere state violentate così che il bigotto cristiano aveva pietà a contraddirle e comunque veniva regolarmente accusato di parteggiare per lo stupratore.

Ora la Ventura ha detto una cosa diversa: ha avuto un rapporto consenziente, il primo, a diciannove anni ed è passata direttamente da vergine a incinta e così ha abortito. Non è stata recriminatoria, ha detto che è stata una ferita ed anche questo è giusto, che si sappia che rimangono ferite anche le donne che non passi il messaggio che è come levarsi un dente. Questa, del negare gli effetti brutti dell’aborto sulla donna, come l’aver negato gli effetti collaterali della RU486 è una delle cose che mi hanno sempre fatto diffidare del cosiddetto “Movimento femminista”. Perché negare gli effetti collaterali della RU486 – la pillola per l’ aborto chimico – visto che è la donna che se la dovrebbe ingoiare?

Ecco, ho apprezzato che non abbia negato gli effetti collaterali e non si è inventata una storia di stupro strappalacrime, anche se giocava in casa.

Ma c’è un’altro motivo. Quando Simona Ventura era SuperSimo a Quelli che il Calcio io la prendevo per una Bond Girl superdonna da televisione, mentre ero personalmente in un collegio di suore laiche a Brescia con cappella privata all’Università e le suore ci dicevano di restare vergini fino al matrimonio, io le apprezzo perché non è il mestiere delle suore laiche di fare le ruffiane, però in televisione vedevamo Supersimo e tutte quelle donne che sembravano Bond Girl che erano felici e non gli succedeva mai niente, ora un pochino penso che le suore fossero meno ingenue di quanto sembrassero, peraltro avevamo una convenzione con una dottoressa amica della direttrice che a chi la voleva ordinava la pillola.

Mi dispiace. Aveva ragione Rossana quando disse che nella vita ruota tutto attorno all’amore perché senza l’amore non ti protegge nessuno, rimani col sedere per terra. Non è però detto che fosse lui a non volere il figlio visto che la Ventura ha detto che ha abortito senza dirgli nemmeno di essere rimasta incinta e forse a diciannove anni il figlio non lo voleva lei.

La invidio meno, ma anche questo non mi fa star bene.

Ormai in questa vita si naviga a vista, senza valori precisi, con meno suore e con meno illusioni, siamo in modalità di sopravvivenza. Mi mancano le illusioni di prima, che Supersimo avesse la vita perfetta – come ho fatto a crederci? – ed anche il presunto fantasma all’ultimo piano del collegio – c’è in tutti, deve essere una storiella per non farti salire, ma finisci per crederci, come in Gianburrasca – “mi manca il mostro sotto il mio letto” direbbero Rihanna ed Eminem, e l’atmosfera un pò da mondo cattolico un pò da suspiria che si respirava, era un pò davvero come Rihanna nella canzone Monster “I’m friend with the monster that’s under my bed, get along with the voices inside of my head, don’t try to save me, stop holding your breath and you think I’m crazy, yes you think I’m crazy and that’s nor fair” che significa “Sono amica del mostro che è sotto il mio letto, vado d’accordo con le voci dentro la mia testa, non cercare di salvarmi, smettila di trattenere il respiro, ma tu pensi che sia pazza, sì tu credi che sia pazza e questo non è onesto” tutto ciò perché una volta mi sembrava veramente di sentire i fantasmi o i respiri nella notte che non erano i miei, ma dalla finestra c’erano spifferi e comunque stavo meglio di come sto ora. Ora la notte non sento niente, non ho compagne di collegio e non mi tengono compagnia più nemmeno i fantasmi.

Se Supersimo va all’inferno mi dispiace. Che il Signore abbia pietà di lei, di me e di tutti.

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