Ilva di Taranto: Nazionalizziamo.

Ilva di sera e di giorno.

Nazionalizziamo l’Ilva di Taranto e torniamo agli anni Ottanta.

L’era della ricchezza italiana finì – o meglio si bloccò – con Mani Pulite e il complotto del Britannia – cui partecipò Mario Draghi – che diedero il via alle privatizzazioni/svendita dell’industria di Stato e successivamente all’ingresso nell’euro. Io propongo, visto che ci sono DiMaio e Salvini, Tria e Paolo Savona: ora o mai più, ritorniamo agli anni ottanta, l’Ilva non chiude, se la compra lo Stato ed offre ai cittadini italiani lavoratori orari e contratti degni di una nazione capitalista-socialista-cristiana:

Lavoro dal lun. al ven. di giorno senza turni notturni e domenicali, magari si fa dal lun. al ven. in ufficio e dal lun. al sabato in produzione, stipendi buoni, contratto sicuro e l’incasso delle vendite se lo tiene lo Stato.

Ferie a Pasqua e Natale il panettone agli operai prima delle vacanze natalizie.

Se non lo fanno Salvini e DiMaio chi se no? Se non ora, quando? E’ il caso di dirlo.

Tria e Savona indagati ma non si devono dimettere, i Giudici stanno rifacendo il loro gioco sporco, questo può voler dire che il governo sta là dov’è per tutti e 5 gli anni, nessuno vuole cadere tra le grinfie dei Giudici: non vi dimettete. Entro i 5 anni va fatta la riforma del sistema giudiziario.

L’acciaio? Se puoi comprarlo puoi farlo, si possono anche legare all’Ilva ex – Italsider centri sviluppo e ricerca dell’Università e stage di alto livello. Ilva è siderurgia, cioè è industria pesante: quello che la massoneria vuole distruggere, delocalizzare, nel loro progetto di distruzione – tentata – dell’Occidente cristiano-industriale-socialista & capitalista insieme, col lavoro pagato bene le domeniche sacre (o libere) il panettone agli operai e l’industria di stato e privata ugualmente operanti.

L’Europa di Craxi e Cossiga e Andreotti che loro, i massoni, cercano di distruggere con la crisi migratoria, le privatizzazioni, la magistratura impazzita. Imparate da Berlusconi: fate tutto ora che avete l’immunità. E riprendiamo con il lavoro degno e la Nazione cristiano-sociale-industriale.

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