Wall Street Journal, Jean-Luc Mélenchon, Trump, Michel Hoeullebecq. Perché in così tanti ce l’hanno con la UE. E non è solo per Brexit.

L’esercito contro l’UE, le Nazioni Unite e i globalisti sta diventando abbastanza, diciamo, vario, persone e club che non hanno nulla in comune se non il disprezzo per l’UE e la sua Commissione: i soldi, gli intellettuali, i nazionalisti, i troskisti, gli investitori, persone oneste varie e brexiteers. Cominciamo dai soldi:

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Il giornale di Wall Street; proprietario: Dow Jones & Company, News Corporation.

2.277 milioni di copie, fondato nel 1889 direttamente da Charles Dow e Edward Jones – quelli che hanno dato il nome al Dow Jones, ok? – bene, ecco che cosa pensano della Commissione Europea e delle sue strane mosse:

Fonte e un estratto dell’articolo:

Dietro la disputa Bruxelles-Roma

Come può l’UE rigettare un bilancio ben dentro i limiti del trattato di Maastricht?

23 ottobre 2018 7:03 ET

“La resa dei conti del bilancio tra Roma e Bruxelles ha trafitto per settimane i media e gli investitori europei. Il nuovo governo italiano, formato da partiti politici ribelli, ha proposto un deficit pari al 2,4% del prodotto interno lordo il prossimo anno. Martedì la Commissione europea ha dichiarato che è troppo alto e ha dato all’Italia tre settimane per presentare un nuovo bilancio. Tuttavia, un disavanzo del 2,4% è ancora ben al di sotto del massimale del 3% fissato dal trattato di Maastricht. Perché Bruxelles impone un limite molto più stretto a Roma?…”

Lo stesso WSJ aveva dichiarato nel 2017 che il nazionalismo è il futuro, i democratici vivono in un mondo che non esiste più e sono andati avanti con molti altri articoli che promuovono il nazionalismo buono:

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Fonte Estratto:

“Se Donald Trump fosse un democratico liberale, alcune delle descrizioni dei media del “caos” e del “disordine” nella Casa Bianca probabilmente verrebbero sostituite da storie su “tensione creativa” tra una “squadra di rivali … “

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Jean-Luc Mélenchon

Oltre al WSJ e i nazionalisti ci si mettono anche i trotzkisti francesi, sì, i trotskisti, Jean Luc Mélenchon, leader della formazione di estrema sinistra La France Unsoumise, era d’accordo sia con Salvini – presunta estrema Destra – sia con il Wall Street Journal – l’alta finanza americana – e ha difeso a spada tratta il diritto del governo italiano di fare il miglior bilancio possibile nell’interesse del popolo italiano, bilancio che secondo il Wall Street Journal è infatti ben dentro i limiti di Maastricht, nelle sue stesse parole al parlamento europeo ha detto: “In questa materia, i francesi hanno interesse a difendere la sovranità popolare”, e “Dobbiamo uscire dai trattati, è la mia conclusione “.

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Michel Hoeullebecq

Gli intellettuali francesi, capeggiati da Michel Hoeuellebecq, autore del celebre ed anche un pò famigerato “Le Particelle Elementari” perché parlava del progetto Gender già nel 1998, quando pochissime persone ne erano a conoscenza. Ha detto: “Sono pronto a votare a chiunque, a condizione che proponga l’uscita dall’Unione europea e dalla NATO”. Mi interessa molto” – E ‘stato preceduto da Emmanuel Todd, il famoso storico e sociologo: “Quando uno stato e un governo perdono il potere della creazione monetaria, beh, non possono più fare altro – e tutta la vita politica diventa un commedia – Se [Macron] non ha capito che non è veramente presidente, stiamo davvero male “.

Il filosofo Marcel Gauchet, il neo-ateo (sic) Michel Onfray, il filosofo-economista Jacques Sapir, il saggista e saggista, si sono già pronunciati contro l’euro e la dittatura eurocratica Régis Debray (l’ex guerrigliero con il Che in Bolivia) giornalista Coralie Delaume … conoscendo l’influenza che gli intellettuali hanno in Francia, non è poco.

“Per la prima volta, un bilancio di un governo democraticamente eletto viene respinto dalla Commissione di Bruxelles – quello italiano ndr. -: un colpo di stato contro il popolo italiano! Alle elezioni europee del 2019 poniamo fine alla messa sotto tutela delle nazioni”: il deputato Nicolas Dupont-Aignan non è una sorpresa, essendo il leader di Dèbout La France, un movimento gollista apertamente sovranista.

Anche il famoso economista Patrick Artus, di Natixisi, europeista mainstream, comincia a pubblicare che – per esempio – l’UE ci ha fatto rallentare nell’innovazione tecnologica: vedere la differenza dei robot industriali adottati in Giappone, in Corea, rispetto all’eurozona: “Bisogna riconoscere che l’UE non ci prepara per il futuro”, ammette.

Il settimanale Marianne (progressivo, 150 mila copie, fondato da due Ebrei noti), pubblica un articolo dal titolo: “Rifiuto del bilancio italiano: perché la Commissione europea non ha capito niente”, in cui si ricorda che l’Italia ha obbedito per un decennio alle regole restrittive europee: e “il bilancio degli ultimi dieci anni è chiaro: queste regole della disciplina di bilancio non sono solo perfettamente inutili e arbitrarie, sono anche perfettamente dannose. La prova: la crescita dell’eurozona nel decennio è stata molto debole (….) Un decennio perduto. Chiusa nella sua visione burocratico-punitiva del mondo, la Commissione ha dimenticato la legittimità, ma soprattutto l’ utilità delle sue regole sacre “-

Ashoka Moody dà una mano … ai nazionalisti e mostra il grafico del decennio perduto

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L’euro è la palla al piede delle economie.
Il grafico mostra che “i paesi emergenti che hanno una propria valuta (linea blu) dopo 30 quarti (7 anni) hanno un reddito superiore del 30% rispetto al momento dell’epidemia a quelli del sud della zona euro. La periferia della zona euro (con noi dentro) è invece ferma al palo. Reddito praticamente identico” Fonte

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Donald John Trump Presidente degli Stati Uniti d’America

Donald John Trump, Presidente degli Stati Uniti

Trump in realtà sta aiutando apertamente sia il governo italiano di Giuseppe Conte, perché in caso di bullismo da parte della Commissione Europea o della BCE contro l’Italia, gli Stati Uniti compreranno il debito italiano e i duri Brexiteers in Gran Bretagna perché ha offerto un accordo commerciale UK-USA subito dopo Brexit effettivo, in questo caso, il Regno Unito non deve avere legami con il mercato unico dell’Unione europea perché altrimenti non avrà la possibilità legale di stipulare accordi commerciali indipendentemente dall’UE, ecco perché Farage afferma che non esiste “Hard Brexit” in realtà quello che altri chiama Hard Brexit – “Brexit duro” uscita secca ndr. – è semplicemente Brexit, una situazione che restituisce l’autonomia economica e politica al Regno Unito, a partire dalla possibilità legale di concludere accordi commerciali indipendentemente dall’UE. E Trump è lì per aiutare.

Ora vorrei che notaste quanto sia eterogeneo questo gruppo, che non sapeva nemmeno di essere un gruppo:

Wall Street Journal, Trump, Salvini, Mélenchon e i trotskysti, Michel Hoeullebeq e gli intellettuali francesi – che hanno votato Macron “per fermare LePen” e ora non gli piace la situazione in cui si trovano – la migliore immagine di tutto questo è la seguente, dalla Francia:

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E adesso? “Qu’est-ce qu’on fait?” “Che cosa facciamo?”. Usciamo, ovviamente, non vedo altre soluzioni.

L’UE è una strana operazione il cui obiettivo sembra essere quello di distruggere il benessere europeo, Daniel Hannan, un giornalista del Telegraph che ha fatto campagna per Brexit, l’ ha descritta come un “racket”. In effetti, l’unico sistema in cui coloro che pagano prendono ordini da quello che prende i soldi e non al contrario è il racket. L’Italia è un contribuente netto per l’UE ed è trattata come uno straccio, lo stesso vale per la Gran Bretagna che è stata il secondo contributore netto al bilancio UE dopo la Germania, e David Cameron, il Primo Ministro britannico, è stato letteralmente deriso quando ha proposto alcuni cambiamenti perché nel Regno Unito certe regole UE proprio non funzionavano, quindi ha vinto Brexit. In un sistema normale sono quelli che pagano a dare le regole, mentre nell’UE Paesi come la Francia, l’Italia o, prima di Brexit, il Regno Unito pagano ma ricevono regole sempre per aiutare qualcun altro, i rifugiati o i paesi dell’Est che non pagano e a proprio svantaggio. Tutto questo è una vergogna e deve finire. Chiuso.