Il Blondet Secessionista frigna e insulta, ma…non tocca i potentati del Nord – il Gussa & il Berlusca – che hanno voluto e vogliono l’Unità.

Bertettanapolitano
Ugo Gussalli Beretta riceve il premio Leonardo dal Presidente della Repubblica  Giorgio Napolitano nel 2011.

Ah gli articoli secessionisti di Blondet mi ricordano un pò gli editoriali di Sallusti: parlano di un Nord che non esiste; e di un CentroDestra che non esiste più.

L’articolo in cui Blondet invoca la Secessione è sbagliato due volte: nel corpo dell’articolo e nella selezione – infantile, da fase orale freudiana – dei commenti in cui uno per uno si seleziona solo i complimenti e non ammette chi lo contraddice o chi gli ricorda che l’Unità d’Italia il Sud l’ha subita: abbiamo perso una guerra e il vincitore ha imposto l’Unità, il resto è storia (però falsa); no, Blondet parla come se il Nord fosse vittima illustre di una forza occupante “Il Sud” o “I Meridionali” i Meridionali che volle in massa quell’Agnelli che dichiarò nero su bianco che lui voleva la produzione sotto gli occhi in Piemonte  e preferiva che traslocassero i lavoratori.

Blondet scrive “I Commenti sono aperti per qualche ora” doveva scrivere piuttosto “I complimenti sono aperti per qualche ora” si è pubblicato un finto applauso e ha cancellato i buu.

Beretta – il Gussa – ha dato le armi ai Piemontesi e poi è diventato un pilastro del gotha unitario, Agnelli pure, non ha messo le armi avrà messo qualcos’altro e si è sistemato altro pilastro, il Berlusca ai tempi non c’era ma ha fatto anche lui il Partito Nazionale FI e televisioni più nazional-popolari della RAI – con più donne, o in ugual numero ma più belle o più sexy -.

Lo dicesse al Gussa e al Berlusca che vuole la secessione e al nipote di Agnelli, lui parla di un Nord che non esiste, a me basterebbe metà oro della Banca d’Italia da riportare a Napoli e gliela facciamo fare. Ma non ci credo.

Blondet conta quanto Sallusti, con tutto il rispetto.

Da Reggio Calabria