Alberghi a Milano dove al giorno costa meno che dalle suore con colazione, bagno in camera e P. IVA obbligatoria.

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Non sto parlando del Principe di Savoia, però a Milano vicino allo stadio, vicino alla Stazione Garibaldi e Corso Buenos Aires ci sono tre stelle carinissimi che con 50 euro a notte ti danno camera con bagno, LCD, internet, pulizie – ça va sans dire – e colazione a buffet ed hanno ovviamente la P. IVA perché indubbiamente pagano l’IVA.

Perché le suore possono far pagare 55 euro a notte senza bagno in camera – c’è il bagno condiviso ai piani – senza colazione e senza pagare le tasse, guardate che differenza, sto parlando della tariffa giornaliera, al mese forse si risparmia ma non c’è il portiere di notte e si deve rientrare alle 10.30

€ 55 suore, solo pernottamento, senza bagno in camera.

DomusGioia

€ 49 con colazione, bagno in camera, portiere di notte etc. sempre Milano, tra l’altro sono alberghi molto carini e sono tre stelle:

Al mese dalle suore si risparmia ma non c’è la reception di notte e poi le suore non pagano le tasse e non pagano l’IVA oltre a non esserci la colazione a buffet e il bagno in camera.

Facendo un rapido calcolo dal loro tariffario

DomusGioia

Sono 36 camere a 600 euro al mese, lasciando stare le doppie a 850 e tenendo conto di qualche periodo vuoto, ma a Milano non saranno tanto lunghi i periodi vuoti, facciamo €600 X 36 camere =  € 21.600 al mese X 12 mesi =  € 259.200 all’anno. Senza tasse? Stanno scherzando? Tu puoi gestire un albergo che fattura più di duecentomila euro all’anno senza partita IVA e facendolo risultare non profit?

Metti che le suore abbiano fatto voto di castità, povertà e obbedienza, ‘sti 200.000 euro all’anno allora di chi sono? A chi vanno? Chi li può gestire e spendere? Le suore stesse?La CEI? Il Vaticano? Finiscono in un conto in banca intestato a Maria Consolatrice? E in base a che cosa loro non devono pagare l’IVA e le altre tasse?

A me fa anche piacere che le suore di fatto lavorino e siano economicamente indipendenti, ma questa non si può catalogare come “povertà” perché alla fine questi soldi sono, appartengono a qualcuno, non è vero che li danno ai poveri o che alloggiano gratis i senzatetto, anche la Caritas per aiutare i poveri chiede i soldi allo Stato, anche per i migranti: i religiosi che aiutano i migranti i soldi li chiedono allo Stato, la carità la fanno con i soldi dei laici che glieli danno loro risultano sempre “poveri”, i famosi 35 euro al giorno ora diventati 19 grazie a Salvini, poi non parliamo dei Rom che si dichiarano nullatenenti ed hanno invece proprietà, case e macchine, ma perché le suore e i preti non si dichiarano pure nullatenenti ma hanno conti in banca, proprietà di immobili e non ci vogliono nemmeno pagare le tasse? Metti che nella struttura suddetta che ho preso ad esempio abbiano 4 dipendenti per fare le pulizie, perché solitamente le suore si rifiutano di fare le pulizie, e metti che li debbano pagare al lordo € 2000 al mese ciascuno, così al netto gli verrà un mille, mille e duecento euro di stipendio mensile, credo, anche facendo € 2000 X 4 = e 8000 al mese per 12 mesi fa € 96000 sottraendo 250.000 di fatturato – 96.000 di spese di manutenzione gli rimane un guadagno netto di € 154.000 all’anno più l’immobile, e la proprietà di questi soldi di chi è? E si può assumere personale col codice fiscale senza partita IVA?

E non è concorrenza sleale nei confronti di chi deve pagare le tasse?

  1. Tasse sull’immobile, l’edificio con le camere etc.
  2. Tasse sul personale.
  3. L’IRES, la tassa sul guadagno.

Ed anche i volontari che vuol dire che se guadagnano 800 o 1000 o addirittura i quadri dell’accoglienza 4000 euro al mese, come ha dimostrato Mario Giordano, non ci devono pagare le tasse perché risulta “volontariato”? Come quelli delle ONG?

Sto pensando di fondare un partito di destra anti-clericale e sovranista che metta ordine tra noi e la Chiesa Cattolica, tra noi e il Vaticano, tra noi e la UE e rimanga solo l’Alleanza Atlantica con gli Stati Uniti d’America etc.

Mi manca tantissimo l’Italia sovrana ed anti-clericale dei socialisti degli anni ottanta, anche quella è la nostra cultura, non solo il presepe.