Cannes non arretra, conferma Premio ad Alain Delon. Gli “ultimi” di Francesco? Avevano la discoteca e non pagano le bollette.

Thierry Frémaux, il delegato generale del Festival di Cannes conferma, da strafigo francese, il premio alla carriera ad Alain Delon anche se le femministe si sono scandalizzate, anche se è vicino al Front National e contro i matrimoni gay: “Non è un Oscar per la pace” commenta è la Palma d’oro alla carriera, bene almeno lui sa come rispondere.

Thierry Frémaux ed Alain Delon, i francesi con la risposta pronta, che non si piegano “alle femministe” quelle femministe che ormai nessuno sa chi siano. E’ anche giusto dare buone notizie.

La seconda notizia sono i particolari sconcertanti di quello che i poveri e gli ultimi di papa Francesco che pretendono di non pagare la bolletta in quanto ultimi e poveri fanno con l’elettricità che pretendono gratis, incredibile ma vero, i poveri e gli ultimi vogliono:

Discoteca, birreria, pub, luci accese nell’androne Link e laboratorio artigianale con l’aiuto di Aurelia la suora guardiana

DiscoLab

LuceAndrone

Questo di sopra non è un quartiere da poveri e ultimi, cito dal Giornale, dal blog di Andrea Indini che ho linkato, se no non ci capiamo: “quel posto è diventato un vero e proprio business. Oltre alla falegnameria e al cinema, si contano una trattoria, una birreria e un discoteca. I soldi entrano in continuazione. Non si sa quanti, perché non vengono staccati scontrini. Né si sa che fine facciano tutti i proventi. Di sicuro non vengono usati per pagare la luce. Tanto che una settimana fa i tecnici gli hanno messo i sigilli al contatore.” Bene, droga no? La verità su questo stabile è che era/è di proprietà del comune di Roma che ai tempi di Marino gliel’ha lasciato occupare, pretendono le luci della discoteca gratis, la birra loro la vendono, non te la danno gratis – per quanto io da quelli non mi prenderei nemmeno un bicchiere d’acqua – e poi fanno i poveretti, non si vergognano di niente. E i giornalisti? Sarebbe ora che facessero il mestiere in maniera onorevole, quelli di sinistra mettono i bambini avanti – come gli scafisti albanesi di un paio d’anni fa – ma non è normale che questi soggetti non paghino le tasse, e si facciano pagare la luce dagli altri Italiani per ballare, cantare e “fare cultura” oltre che birra.

Come ha reagito la stampa?

Il Corriere della Sera ha preferito non dare la notizia (si sono vergognati di difenderli…e non se la sono sentita di attaccarli, almeno per ora)

Repubblica loda il Vaticano “che scende tra gli ultimi” un articolo melenso e vergognoso, mi dispiace per Silvio, ma quasi quasi li stimavo di più quando attaccavano lui e sembravano cattivi che non ora che sembrano completamente rincoglioniti appresso a Papa Francesco.

Il Messaggero di Roma invece da la notizia dell’occupazione e dello sperpero continuo di corrente.

Mandategli i  carabinieri e la Finanza, basta.

I poveri e gli ultimi non sono poveri, sono solo evasori fiscali e scrocconi, come i preti, lo stabile è in una zona più centrale del Pigneto ed a prezzo di mercato costerebbe un occhio, vi ho già mostrato le mappe nell’altro articolo link. Il Comune se vuole aiutare le famiglie bisognose può farne case popolari ed assegnarle con una graduatoria che tenga conto di bambini, reddito vero etc. mentre là gira economia in nero, è il Paese dei balocchi, un commentatore del Nord commenta “solo a Roma succedono queste cose” oddio, con Sala non so, forse succedono pure a Milano – ma non sono sicura -. Sala peraltro, hanno appena chiesto un anno e mezzo di galera per lui per via dell’Expo.

Forza Nuova va a fischiare Mimmo Lucano. Il Vaticano continua a fare danni: fermate la sinistra.

Anche la Gabanelli se n’è accorta, dopo Francesca Totolo e lo scrive sul Corriere: gli Africani che vengono con le ONG non sono quelli poveri, sono la classe media africana perché senza soldi le ONG e gli altri trafficanti “non cantano messa” Link arrivano quelli che possono pagare la traversata e non annegano o muoiono per strada.

Allora abbiamo ragione noi, ha ragione la Meloni, votatela.

P.S.

Notare la differenza di classe tra il Presidente del Festival del Cinema di Cannes e il presidente della Fiera del Libro di Torino. Uno si tira indietro (Torino) l’altro no (Cannes). C’è solo l’Alpe nel mezzo.