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Non vi fidate di Giuseppe Conte: è solo un altro mondialista.

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Lo speaker del mondialismo Giuseppe Conte

Il caso Sea Watch 3 rivela e conferma il ruolo di Giuseppe Conte sfortunatamente Primo Ministro in Italia solo perché Mattarella non voleva né Salvini né DiMaio che avevano mandato elettorale per governare, ebbene il suo ruolo è speaker del mondialismo in Italia e trafficante di esseri umani: lui smista i migranti – NON RIFUGIATI, SOLO IMMIGRATI CLANDESTINI AFRICANI SENZA NESSUN DIRITTO DI STARE IN EUROPA – tra i paesi membri della UE. Il fatto che non se li prenda l’Italia è solo dovuto al casino perpetuo che fa Matteo Salvini, poi Conte comincia:

fase a) ne prendiamo pochi, sono solo 47 (non so perché ultimamente sono sempre 47)

fase b) Salvini fa Casino, sale nei sondaggi, allora Conte telefona all’UE “prendeteveli voi non posso fare più niente, ci ho provato”

La UE agisce da centro smistamento migranti: finanzia con i soldi degli Stati membri le ONG che li vanno a prendere, dà un aiutino con Sophia e poi li smista in Europa.

E’ il Piano Kalergy.

Gli immigrati vanno rimandati in Africa e Asia NON in altri Stati europei. Tanto poi con la libera circolazione è uguale ed è ingiusto nei confronti degli altri Stati che dovrebbero prendere immigrati clandestini e mantenerli come fossero rifugiati ( se te li rimandano indietro a calci nel culo fanno bene).

Anche Salvini mi ha stufato: è solo il meno peggio.

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Censura Twitter per conto UE: le critiche a Maastricht trattate come foto porno. Guardare per credere:

La UE? Hanno ragione i Britannici a volerne uscire senza se e senza ma, guardate che cosa fanno fare a Twitter – perché a quelli di Twitter personalmente non gliene deve fregare niente; gli articoli che denunciano le falle del Trattato di Maastricht censurate come le foto porno, guardate qui:

CensuraTwitter2 questo è un tweet di Simone DiStefano, come minimo ti aspetteresti una foto porno o materiale che ne so? Fortemente neo-fascista – Di Stefano, si sa – invece quando ho cliccato su “Show media” perché in Inglese c’è scritto “Non ti possiamo mostrare tutto! Nascondiamo automaticamente le foto che potrebbero contenere materiale sensibile. Mostra media “. Clicco su mostra media, che ci sarà? Immagini truculente? Porno? Hitler che dice “Gli Ebrei li ho messi nel forno per mangiarmeli cotti invece di crudi?” No, c’era questo:

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Prima e dopo fa più impressione

Quello che non potevano mostrare alle menti sensibili era non altro che uno screenshot di un articolo di Repubblica del ’92 in cui si diceva di stare attenti che Maastricht è incostituzionale, limita troppo la nostra sovranità. Faccio l’ingrandimento e Dio benedica chi ha inventato il comando “cattura schermata o parte di essa”

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Dal profilo twitter di Alessandro Greco questo è quello che si trova al posto dell’articolo contro Maastricht:

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Sicuramente io che sono perbenino e non ho voglia di vedere foto porno o immagini truculente su twitter avrò anche messo un filtro, ma che io abbia impostato la censura di articoli dove ci sono critiche a Maastricht…(???) questo sarebbe “l’algoritmo contro le fake news?”

Ovviamente anche  qui clicco sul pericoloso “visualizza” ecco la schermata scioccante:

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Per favore usciamo; è tutto vero quello che dicono i Brexiteers: la UE è Unione Sovietica, lo volete capire o no? Aiuto, usciamo, voglio Antonio Maria Rinaldi candidato per Forza Italia o Forza Nuova, qualunque partito che voglia Democrazia e Libertà di parola, aveva ragione Berlusconi a chiamare la coalizione di CentroDestra “Casa delle Libertà” o la DC a scrivere “Libertas” sullo scudo crociato. Dio ci aiuti.

L’Impero facendo l’Impero.

No, non sono diventata Darth Vader dopo essere stata Luke Skywalker, è che sono estenuata dall’ attuale situazione ibrida dell’eurozona perché questa moneta finto-unica senza unione bancaria e ministro dell’economia unico per noi cittadini Italiani si sta rivelando il caso peggiore, peggio che se chiudessero definitivamente i Ministeri dell’Economia nazionali e ci fosse davvero, insieme alla banking union un Ministro solo, in quanto il potere residuo del ministro dell’economia nazionale, ora Padoan, viene utilizzato per garantire che i parenti dei ministri e del ceto governativo non subiscano l’austerity – vedi i loro stipendi etc. – mentre tutti gli altri Italiani si, cioè per l’euro, per stare nel Trattato di Maastricht il Ministro ed il governo impongono austerità e addirittura niente pensione né indennità di disoccupazione a chi viene licenziato, vedi gli esodati, ma poi hanno ancora il potere decisionale residuo sulla spesa pubblica per salvare la banca del padre del ministro o dei maggiori esponenti o donatori del partito con soldi pubblici anche aumentando il debito dello Stato cioè di tutti noi, ecco, questo potere residuale allora sarebbe meglio che glielo togliessero. Ergo l’Impero facendo l’Impero invece di questa cacata di mosca che è la UE.

O fate la Repubblica con totale sovranità monetaria com’era prima oppure fate la Banking Union ma chiudendo i Ministeri dell’Economia nazionali e tenendone uno solo centralizzato, così col cavolo che Schaeuble gli salva la banca all’incompetente del padre della Boschi coi soldi pubblici e poi fa esodati per il cavolo dell’austerity…ci siamo capiti.

 

Gotti-Tedeschi e Nicola Gratteri, in due articoli spiegano TUTTO quello che sta succedendo.

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Ettore Gotti Tedeschi scrive una lettera a Benedetto XVI

Questi due articoli ripubblicati su StopEuro.org – a proposito, cliccate sempre gli articoli due volte e velocemente perché spesso con un click solo la pagina non si carica – sono fondamentali per sapere e capire quello che sta succedendo veramente oggi in Italia e nel resto del mondo, vedete se gli Italiani si leggono StopEuro e non Repubblica, si salvano, dunque linkate, copiate e incollate tutto etc.

Io copio e incollo, così ve li leggete; Primum: Nicola Gratteri riferisce che fu Giorgio Napolitano a non volerlo Ministro della Giustizia, grazie a mio nonno, Gratteri non si limitò all’attacco alla mafia bassa, di quelli che parlano che so, con l’accento storpio – se ancora ci sono – ma attaccò direttamente nel libro Fratelli di Sangue i massoni come padri fondatori della ‘ndrangheta perché i riti di iniziazione mafiosa sono copiati carta carbone da quelli della massoneria e Napolitano che è il Re dei massoni non voleva gente che si elevasse dal livello basso-bassissimo di lotta alla mafia e desiderasse arrivare a quello superiore e men che meno al Ministero della Giustizia. Napolitano è un “Don”, si comporta da tale. Mi dispiace per l’ultima frase di Gratteri “Chi mi vuole bene mi ha detto che mi sono salvato”. No, noi vogliamo il potere e lo esigiamo in mano a persone non nella massoneria. Noi il potere lo vogliamo e ce lo prenderemo; qui l’articolo in copy&paste:

Nicola Gratteri: «Mi Hanno Detto Che Fu Napolitano A Non Volermi Ministro Della Giustizia»

Il procuratore capo della Procura di Catanzaro, Nicola Gratteri, alla presentazione a Praia a Mare del suo ultimo libro “Padrini e padroni”, scritto a quattro mani con Antonio Nicaso, ha risposto alle numerose domande del pubblico. Tra le domande quella più “scomoda” è stata fatta dall’attivista Renato Cipolla, ecco cosa si sono detti:

-Cipolla: «Chi non l’ha voluta ministro della Giustizia? E’ una domanda scomoda…».

-Gratteri: «No, assolutamente».

-Cipolla: «Noi vorremmo saperlo».

-Gratteri: «Dicono il Presidente Napolitano».

-Cipolla: «Quindi anche lei ne è convinto di questo?».

-Gratteri: Mi è stato detto così. Al telefono, un minuto dopo che si è aperta…, anzi, prima che si aprisse quella famosa porta che rimasta chiusa un’ora e mezza».

-Cipolla: «E non le è sembrato qualcosa che va contro a tutto quello che ha detto questa sera, che ha illustrato a noi. Non è proprio un sistema che ha provocato questo suo non essere eletto?».

-Gratteri: «Guardi, le posso dire che chi mi vuole bene mi dice che mi sono salvato».

Qui il video dell’incontro:

Quanto all’intervista a Gotti Tedeschi mi rinfresca: conferma tutto ma proprio tutto quello che scrivo su questo sito, ma devo dissentire dal tono soprattutto dell’ultima parte; mentre per noi è ovvio che dall’euro dobbiamo uscire e la UE sovietica va smontata, lui in un certo senso propone la resa, ma la resa è semplicemente qualcosa che non mi compete: non è mio compito arrendermi; fighters’ gonna fight “i combattenti combatteranno” peraltro noi siamo molto abituati a vincere: abbiamo vinto con Trump, con Brexit, abbiamo fermato gli sbarchi di clandestini contro le ONG e contro Soros e questo già senza essere al governo, oggi la bimba cristiana è stata tolta finalmente alla famiglia col burqa e rimandata dalla nonna cristiana, le feste dell’unità non si fanno più perché sono vuote e non ci sono i cuochi volontari, e allora? E allora noi vinciamo, noi dall’euro usciremo e la UE chiuderà. E ci riprenderemo anche quella libertà morale che è tanto cara a Gotti Tedeschi.

ETTORE GOTTI TEDESCHI: “UN FUTURO TERRIFICANTE PER DIFENDERE L’EURO”

Ettore Gotti Tedeschi, economista e banchiere, già presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior) dal 2009 al 2012 ha una lunga carriera nel mondo dell’economia e finanza, iniziata con l’americana McKinsey e proseguita con la co-fondazione di Akros Finanziaria. Ha insegnato per vari anni in Università Cattolica ed in Aseri (Alta scuola di economia e relazioni internazionali). È stato consigliere del ministro del Tesoro dal 2008 al 2011, consigliere della Cassa Depositi e Prestiti per tre mandati e presidente del Fondo infrastrutture F2i.

Professore, la sua ultima lettera al sito di Maurizio Blondet ha suscitato un dibattito tra gli “internauti”. I giornali hanno ignorato la sua missiva che mette in rilievo la necessità non solo economica, ma di “libertà democratica” di uscire dalla moneta unica. Può spiegare la sua posizione al riguardo?

«La mia posizione, è la seguente: l’euro è stato utilizzato come scusa per ridimensionare il nostro Paese da un punto di vista economico e “morale” (spiegherò che vuol dire). Le altre giustificazioni sono insostenibili da più punti di vista. Dette giustificazioni usano un modello (ir)razionale che confonde cause con effetti, è lo stesso usato per spiegare decisioni che provocano le condizioni per giustificarle, come è successo per l’immigrazione (gap di popolazione) o l’ambientalismo (neomalthusianesimo). Così le pressioni fatte al nostro Paese per difendere l’Euro (tedesco) sono state giustificate dall’alto debito pubblico italiano, che è un falso problema perché è il debito complessivo di un paese che va misurato, come il caso Usa 2008-2010 ha ben dimostrato (in situazione di insolvenza, tutto il debito privato diventa debito pubblico). Ma dette pressioni ci hanno ridotto allo stremo economico, con rischio morale. La carta stampata ha ignorato la mia considerazione perché può avere indirizzi politici da rispettare: «No touch issues», che sono tabù e vanno trattati in un certo modo. Per esempio appunto l’immigrazione, l’ambientalismo, l’Europa, l’euro, Bergoglio, ecc.».

Vuole dire che questo argomento può essere affrontato solo in un modo?

«L’Europa e l’euro non devono essere messi in discussione a meno che non lo autorizzi la signora Merkel. Poiché l’economia non è una scienza, è piuttosto arduo prevedere con un minimo di certezza ciò che può succedere con l’uscita dalla moneta unica. Troppo spesso politici ed economisti fanno prognosi senza aver fatto una corretta diagnosi, ne consegue che se non sono state intese le cause delle nostre difficoltà attuali nel sistema euro, difficilmente si potrà esser credibili nelle proposte di soluzione degli effetti».

Potrebbe farci degli esempi su questo?

«Oggi ci ricordiamo in che situazione economica era l’Italia prima dell’entrata nell’euro, quali condizioni le vennero imposte per entrare e come realizzò dette condizioni? Ci ricordiamo quanto pesava negli anni ’90 l’economia “di Stato” direttamente e indirettamente sul Pil? (quasi il 65%). E quanto pesavano le banche private sul sistema creditizio? (qualche percentuale minima). Ci ricordiamo come si realizzarono le privatizzazioni? (molto male). Il lettore ricorda il famoso algoritmo Prodi per passare da un deficit di 7 punti al deficit di 3 punti percentuali? Ho spiegato questo per far intendere che i problemi riferiti all’euro sono un po’ più complessi di quanto spesso vengano spiegati. Ma temo che la nostra capacità decisionale in proposito sia piuttosto bassa ed il rischio di pagar cara l’uscita piuttosto alto».

Cosa intende quando dice “pagar caro”?

«Si deve riflettere su cosa significhi “pagar caro” la decisione di uscire, comparata con il costo di restare, costo che temo non sia solo economico, ma di libertà democratica di cui potremmo venir privati».

Ad oggi quindi la questione dell’euro non è più un solo problema economico, ma di democrazia?

«Per giustificare l’economia, si potrà forzare la libertà. La moneta unica per funzionare necessita di un governo unico europeo che dovrà coesistere con il governo del mondo globale. A questo si sta arrivando, in modo sempre più accelerato dopo la crisi globale scoppiata nel 2007, grazie agli organismi sovranazionali che impongono leggi, discipline, modelli democratici, governanti cooptati, e soprattutto visione morale omogenea».

Allora il nostro destino è sottostare a questo “supergoverno mondiale”?

«Probabilmente sì, l’attuale situazione mi fa pensare che dobbiamo riconoscere la nostra impotenza, che non possiamo più fare nulla. I giochi son fatti e noi non giochiamo più, siamo diventati un gioco in mano ad altri. Il nuovo mondo globale aspira ad un’omogeneità culturale e pertanto morale, che significa relativizzare le norme morali. Tutto questo porta ad una forma di sincretismo religioso, che necessariamente tende ad arrivare ad una religione globale panteista, ambientalista (animalista e vegana), neomalthusiana e orientata alla decrescita. Se questo è vero e l’euro venisse usato come strumento per forzare chi non è d’accordo, si spiega la mia preoccupazione. Se fossi stato un governante nel nostro Paese, negli ultimi 6-7 anni, avrei fatto il contrario di ciò che è stato invece fatto».

Se questa è la situazione, come vede il futuro per il nostro Paese?

«Con la scusa di difendere l’euro dai problemi italiani, il nostro futuro non potrà che essere terrificante. Attenzione però, il problema non è nell’euro in sé, ma nell’avere un euro gestito “abusivamente” da altri, grazie alle nostre debolezze politiche».

Può fare degli esempi?

«Darei due esempi, per ora solo immaginabili: in una siffatta Europa a governo unico, per ridurre il debito pubblico ci potrebbe venir imposto di espropriare i beni dei cittadini. Per ridurre il deficit di bilancio ci potrebbe venir imposta l’eutanasia per i pensionati ultrasessantacinquenni, per tagliare la spesa pubblica di pensioni e sanità».

Si andrebbe persino verso il superamento del principio della dignità umana?

«E chi la afferma più? Ormai legge civile, salute, vita, morale, ecc. che significato hanno? Quello deciso dall’Oms all’Onu? Se così fosse la vita e la salute sarebbero benessere psicosociale. Se riconoscessimo che un governo, “cooptato o gradito”, è sottoposto alla “moral suasion” internazionale (che si può immaginare possa utilizzare anche i vincoli di una moneta unica), e se convenissimo che i paesi influenti, al di là delle forme diplomatiche, ci disprezzano, ci boicottano e ci vedono come un vantaggio da acquisire per rafforzare se stessi, che concluderemmo? Quale governo, non cooptato, saprebbe oggi decidere le specifiche soluzioni necessarie al nostro paese, rifiutando, se il caso, l’applicazione di leggi economicomorali, da altri ritenute necessarie ma che danneggiano economicamente e, soprattutto, possono privare i cittadini di libertà democratica e personale?».

Una serie di interrogativi a cui appare difficile rispondere. Ma adesso ci permetta di fare un passo al 1992, all’alba del trattato di Maastricht. Come giudica lo stato attuale dell’Ue? Secondo lei ci sarà ancora un futuro per questa Unione?

«I Padri fondatori quali De Gasperi, Adenauer, Schuman e Monnet avevano progettato un’Europa sussidiaria ai vari Paesi, destinata a valorizzarne le identità. Ma il progetto di moneta unica doveva essere destinato a valorizzare le singole economie dei Paesi europei. Poi sono sopravvenute “modifiche genetiche” di carattere cultural-politico che hanno cambiato lo spirito originario facendo persino rinnegare le radici cristiane. Poi è arrivata la crisi economica del 2007 che fa esplodere le contraddizioni economiche, politiche e morali facendo trionfare gli stessi egoismi arroganti che avevano snaturato il progetto originario».

Lei ha parlato di radici cristiane può precisare meglio questo punto?

«L’Europa è fatta da tre “culture religiose”: quella protestante-calvinista, quella cattolica e quella illuminista-laicista. Quando le cose vanno male, quale visione di cosa è bene o male prevale secondo voi? Secondo “loro” deve prevalere una forma di pragmatismo egoistico che rifiuta morali forti e dogmatiche e pretende morali relative, in evoluzione, pluraliste, dove l’Autorità morale non deve più intervenire nel confronto con le leggi (etiche) dello stato, ormai leggi globali di uno stato globale. Che succede se l’Autorità morale è invitata ad occuparsi di socio-economia e non più di morale? E chi ci difende e tutela allora? Ecco perché sono sempre più preoccupato».

Come giudica l’attuale posizione della Chiesa Cattolica rispetto a quella precedente di Benedetto XVI, secondo il quale “prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare”?

«Meglio se non rispondo a questa domanda, rischierei una “scomunica”…. Quanto ci manca Benedetto XVI, mai come ora! Le migrazioni son sempre più manifestamente state volute e pianificate, soprattutto per “aiutare” il nostro Paese, dove risiede la massima Autorità morale al mondo, a correggersi e aprirsi al “multiculturalismo” orientato a un sincretismo religioso necessario a prevenire “guerre di religione”. Temo che non riusciremo a metter in discussione più nulla , ahimè».

Ci consenta un’ultima domanda. Di fronte a questo scenario che ha delineato alle prossime elezioni, quale sarebbe secondo lei la prima cosa da fare per il futuro governo?

«Per vincere le elezioni. Risposta seria: produrre un vero progetto per il paese e dotarsi delle capacità di gestirle (un paio di nomi io li avrei), invece di sperare di prender voti coccolando cani e gatti in tv. Risposta provocatoria: andare a cercare all’estero, anche fuori Europa, i consensi necessari facendo alleanze e compromessi a destra e manca. Risposta realistica e rassegnata: fare atto di sottomissione alla Germania. Per governare e risolvere i problemi del Paese (escludendo la prima risposta). Andare a pregare la Madonna a Medjugorje. Anche rischiando scomuniche…».

E dopo di ciò, no, mi dispiace Ettore, ma noi dobbiamo restare e combattere per uscire dall’euro e riprenderci l’Italia, perché lo possiamo fare. Dedico questa canzoncina a tutti i combattenti, è molto carina:

Popolarità di Macron in calo? E’ colpa dell’Euro e della UE e lui lo sa.

Swedish Prime Minister Stefan Lofven in Paris

Lui lo sa, e lo sanno anche Mélénchon e Lepen e Dupont Aignan, lo sanno tutti, Mark Blyth l’ha detto chiaro e tondo, lo sapeva perfettamente anche Fillon: nell’euro la Francia che è dallo stesso sciagurato lato dell’Italia e della Grecia non della Germania e dell’Olanda, cioè, per la struttura perversa della moneta unica-non unica, unica-multipla, invece di andare in surplus come i Teutoni, che ultimamente la Merkel sogna, forse vanamente, di trasformare in pakistani, ebbene va in debito come i latini e i greci, che forse altrettanto vanamente – speriamo – stanno cercando di trasformare in africani. A parte tutto, era ovvio, Macron fa i tagli alla spesa pubblica per colpa dell’euro e delle regole assurde e pro-Stati poveri della UE, e la Francia perde da tutti i lati, mentre la Germania almeno da un lato – e grosso – ci guadagna. Anche Renzi fece austerity e anche Renzi ebbe il crollo definitivo di popolarità.

Di chi è la colpa?

 

Di quei media deviati dai banchieri che cercano di mettere paura alla gente di uscire dall’euro, quando la gente dovrebbe avere paura a restarci. Nell’euro la Francia può solo contrarre la propria economia fino alla chiusura, i tagli non porteranno alcunché se non sopravvivere nell’euro un altro paio d’anni, non si possono fare investimenti, i soldi delle tasse sulle buste paga vanno in Polonia perché i lavoratori polacchi anche se assunti in Francia e a carico del welfare francese in caso di malattia e licenziamento, però del tutto ingiustamente le tasse sulla busta paga gliele versano ad un altro stato. E’ da deficienti accettare, i Rothschild vigliacchi lo sanno, ma ordinano ai loro servi di dire che è razzismo – contro i polacchi come contro i neri clandestini se li rimpatri – cambiare la regola. I Francesi pagano le tasse per avere il welfare, i Polacchi prendono dal welfare francese ma pagano le tasse a quello polacco, è un gioco a perdere da cui Macron sperava di uscire in due modi:

uno facendo l’unione bancaria che però fallì per colpa di Gentiloni che usò i soldi pubblici per salvare le banche venete;

due cambiando la regola sulla tassazione sullo stipendio dicendo che le tasse sulla busta paga devono essere uguali per francesi e non francesi ed essere versate all’erario francese non a quello dello stato UE di provenienza del lavoratore;

ma se no dico io, con che diritto poi tutti possono prendere dal welfare francese, se non ci versano un euro?

I dati a favore di Macron sono:

Se esci dalla UE, io non scriverò: “Ah aha ah, te l’avevo detto, avevo ragione io!!!”

Mélénchon lo sa che la colpa è della UE, lo sa anche la destra di LePen e Dupont Aignan e lui quanti voti ha preso la destra veramente lo sa. In certe zone era al 44%.

Caro Emmanuel, fai incontri bilaterali con Mélénchon e Dupont Aignan se davvero non vuoi incontrare più la LePen, io ho seguito la campagna elettorale francese, c’erano neri contro l’immigrazione di massa e gli Unsoumis credevano molto di più a Mélénchon che non alla propaganda dei media Rothschild, formate un blocco e uscite dalla UE e dico UE perché bisogna uscire anche dalle regole del mercato unico, peraltro non sei solo, l’estrema sinistra come la destra e l’estrema destra sono contrarie all’austerity e sanno, perché lo sanno, che dentro l’euro da questa austerity peraltro sterile – cioè non porterà frutto in futuro, è un’austerity per l’austerity fino comunque alla chiusura dell’economia francese – ebbene non si scappa. Hollande è l’unico contrario all’uscita ma è scomparso elettoralmente, non ha voti. Rothschild? Hai le guardie del corpo, alla fine il Presidente sei tu, fa la cosa giusta. Il Parlamento, la Destra e la Sinistra vera sono per l’uscita, farlo capire al popolo si può e si deve.